Torna alla Home Page
Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria CREA IT 
Ingegneria e Trasformazioni agroindustriali
Via Venezian 26
20133 MILANO
Tel: +39-02-23.95.57.200 - Fax: +39-02-2365377
E-mail: it@crea.gov.it  PEC:iaa@pec.entecra.it
Direttore Dr.Paolo Menesatti
Responsabile amministrativo  Elena Certelli +39 06 90675204
Referente scientifico D.ssa Anna Rizzolo +39 02 239557222
 

 

CONTATTI
 


          Direttore: Dr.Paolo Menesatti  paolo.menesatti@crea.gov.it                  Referente scientifico: D.ssa Anna Rizzolo anna.rizzolo@crea.gov.it POSTA 

PROGETTI MIERI
mieri logoback
1

MIERI è....


Mieri é ... un progetto di ricerca


https://www.feedingknowledge.net/home/-/bsdp/7301/it_IT

fragola

Miniaturizzazione e semplificazione di linee di trasformazione per piccole produzioni agroalimentari e impiego di energie rinnovabili

Obiettivi del progetto

Il progetto MIERI trae origine da due motivazioni convergenti:

-      la situazione e le prospettive delle aziende agricole medio-piccole

-      la rilevanza crescente della questione ambientale e l’utilizzo di energie rinnovabili

In merito al primo punto, un’indagine dell’ISTAT del 2003, in aggiornamento del censimento del 2000, ha ristretto il numero delle aziende agricole attive in circa 980.000, ma le posizioni agricole aperte al Registro delle imprese erano 1.800.000. Si ha ragione di credere, e temere, che il 50% di quelle effettive chiuderà nel breve periodo (in Italia solo il 3,9% degli agricoltori ha meno di 35 anni), allineandosi alla situazione degli altri paesi europei. Le aziende agricole sono 650.000 in Francia, 615.000 in Germania, 215.000 in Inghilterra.

E' una previsione condivisa da molti esperti del settore che per un numero rilevante di aziende medio-piccole la possibilità di sopravvivenza dipenderà dalla loro capacità di accedere e/o creare mercati alternativi, adottando criteri di multifunzionalità ed in particolare attraverso le varie forme di “filiera corta”: vendita diretta, mercati locali, commercio in rete. Il comma 1065 della legge finanziaria 2007 ha amplificato le forme e le possibilità di vendita diretta con la reintroduzione dei “mercati contadini” con normative meno vincolanti, esprimendo inoltre la necessità di tecniche sostenibili, di salvaguardia del benessere animale, recupero delle tradizioni e mantenimento della biodiversità.

Per quanto riguarda il secondo punto, il significato commerciale e culturale della coniugazione impresa agricola/questione ambientale riveste un'importanza basilare, che merita di essere approfondita e studiata.

I prodotti definiti “di nicchia” si caratterizzano per un certo numero di valenze: tipicità, naturalità, gusto, mantenimento delle tradizioni, ridotto impatto ambientale, utilizzo degli scarti, spesso produzione biologica e relativi aspetti salutistici e nutrizionali, rispetto del benessere animale.

Si è soliti assegnare al termine “di nicchia”  un significato di posizione insignificante o marginale, quindi trascurabile, quando invece nei mercati “di nicchia”sono sempre più collocati anche prodotti di alta qualità, di alto valore aggiunto e redditività. Quindi il mercato dei prodotti “di nicchia”, seppur ciascuno di piccole dimensioni, può costituire un mercato complessivamente in grado di fornire grandi numeri ed elevata redditività.

E’ prevedibile ed auspicabile che in un periodo non lungo saranno un numero considerevole le aziende medio-piccole che faranno riferimento a questi mercati.

Molte delle valenze ascrivibili ai prodotti di nicchia sono di natura etica e configurano spesso uno stile di vita. Una produzione che a questi aspetti aggiungesse la natura delle energie impiegate sarebbe intrinsecamente coerente.

Inoltre, così come questo tipo di produzioni ha fortemente contribuito alla crescita e alla diffusione di una “coscienza alimentare” positiva e rispettosa della nostra cultura, la possibilità di scegliere e consumare alimenti che rispettano l’ambiente anche sotto il profilo delle energie impiegate per produrli, contribuirebbe a creare e diffondere una coscienza nuova in materia di risparmio energetico e energie alternative. Questi aspetti, di natura culturale, si possono considerare prevalenti rispetto all’effettivo risparmio di energie non rinnovabili, la cui incidenza quantitativa a livello nazionale non sarebbe (allo stato attuale) rilevante.

Individuati così i due pilastri di riferimento, il progetto si propone essenzialmente come struttura di ricerca applicata  per lo sviluppo di tecnologie di trasformazione e commercializzazione di prodotti di fattoria, caratterizzati da volumi di produzione ridotti, alta specificità e differenziazione, distribuzione e vendita rivolti, in particolare, nell’ambito dei circuiti brevi e delle filiere corte.

L’area problematica, nel suo complesso, può essere riferita ai seguenti tre aspetti caratterizzanti.

Il primo aspetto è quello degli impianti e tecnologie adeguate (miniaturizzazione e semplificazione) per la conservazione/trasformazione dei prodotti; a ciò si affiancano, per nessi logici e operativi, le modalità di processo e controllo, i requisiti igienici e i requisiti di sicurezza, nonché la stesura dei relativi manuali operativi.

Relativamente a questo punto, e in particolare agli aspetti tecnico-produttivi, vi è una domanda diffusa di strumenti tecnologici: uno dei principali problemi risulta essere la mancanza di impianti e componenti di processo di piccole dimensioni per la preparazione, i trattamenti termici, la sanitizzazione, il confezionamento, ove possibile con caratteristiche di multifunzionalità.

In effetti, si passa da metodi di preparazione esclusivamente manuali, a impianti che, pur essendo considerati pilota, hanno capacità minime di migliaia di unità/giorno, quando le richieste più frequenti sono nell’ordine delle poche centinaia.

 

Gli obiettivi che ci si propone di raggiungere approfondendo questo aspetto sono essenzialmente:

-      la progettazione, in direzione della miniaturizzazione e semplificazione, e realizzazione di prototipi di impianti e attrezzature adeguate così come l'individuazione eventuale di materiali alternativi idonei per questo genere di produzioni;

-      l'individuazione e il censimento delle attrezzature già reperibili sul mercato e il loro eventuale adattamento alle specifiche filiere e alle tipologie produttive;

-      la possibilità di progettazione, realizzazione e impiego di attrezzature mobili, in particolare per mercati contadini e servizi in aree disagiate.

Il secondo aspetto caratterizzante del progetto è l'impiego di fonti energetiche rinnovabili, che possono e devono essere studiate e implementate con tecnologie appropriate per piccole produzioni alimentari.

Questo secondo aspetto vede tra i suoi obiettivi la riduzione nell’utilizzo di fonti energetiche tradizionali, una eventuale riduzione dei costi, la diminuzione o l’azzeramento dell’emissione di inquinanti e, ove possibile, il raggiungimento dell’autonomia energetica per rendere concretamente accessibile o, perlomeno, avvicinabile il concetto di "agricoltura a emissione zero".

Per questi obiettivi si ritiene utile sviluppare l’attività in tre fasi contemporanee e complementari tra loro:

-      studio e revisione critica dell’efficienza delle fonti energetiche tradizionali;

-       sperimentazione e adozione di soluzioni energetiche da fonti rinnovabili;

-      messa a punto e utilizzo di modelli per la valutazione dei sistemi per la produzione di energia e dei fabbisogni degli impianti ideati e realizzati.

Gli interventi tecnologici scelti come oggetto di studio per questo progetto sono solo alcuni di quelli individuati dai portatori di interesse, quindi i risultati ottenuti dall'attività di questo progetto potrebbero servire come modello per affrontare successivamente gli interventi possibili in altri settori.

Un risvolto molto importante del progetto risiede nelle attività che riguardano il contesto sociale, economico e culturale del target di riferimento. L’importanza e la mole di interventi necessari in un settore così nuovo e delicato richiedono un approccio scientifico e specifiche competenze socio-economiche, tali da configurare una terza area di ricerca.

Le attività di quest’area produrranno importanti innovazioni tecnologiche e ricadute in ambito sociale e culturale. Il coinvolgimento degli Enti di sviluppo regionale e/o istituzioni radicate sul territorio, svolgendo il ruolo di cassa di risonanza ed elemento di collegamento, sono fondamentali per raggiungere il pieno successo del progetto perché saranno in grado di coinvolgere il maggior numero possibile dei soggetti interessati.

Dal punto di vista operativo, sono previste l’ideazione, la progettazione e la realizzazione di tre fondamentali strumenti di lavoro che saranno varati come impianti pilota, per poi diventare apparecchi di uso generale facili e sicuri da impiegare. In particolare:

 

1) Linea miniaturizzata per la produzione di conserve e semiconserve vegetali ed animali. L’elemento centrale sarà formato da una “boule” di cottura della capacità di 25-30 L, con possibilità di lavorare a “bacinella aperta” e sotto vuoto. Essa sarà alimentata da energia elettrica e assistita da pannelli solari termici, attivi fino alla richiesta energetica loro concessa. A valle della linea si troverà un dispositivo che stabilizzerà le conserve preparate (bagno-maria). La linea è trasportabile su furgone. I prodotti “modello” che saranno studiati saranno: pomodoro, fragola, prugna, pesca, prodotti di origine animale (da definire).

2) Linea miniaturizzata per la produzione di formaggi.

La linea è un vero e proprio caseificio con capacità contenute, grande potenzialità didattica e dimostrativa. Affianca l’elemento energetico tradizionale (il riscaldamento da generatore di vapore) un sistema innovativo che utilizza reflui aziendali e derivanti dalla trasformazione del latte. Anche in questo caso è prevista la possibilità di dislocare l’apparecchiatura in altre sedi.

3) Impianto per disidratazione dei prodotti agroalimentari servito da pannelli solari.

La struttura dell’essiccatore è costituita da pareti che sono pannelli solari sempre attivi. La trasmissione del calore nella camera di disidratazione è quindi continua ed eventualmente coadiuvata da un piccolo ventilatore che muove un modesto ma efficace flusso d’aria. L’essiccatore è semplice e smontabile, le dimensioni sono ridotte e la superficie di scambio (coincide con la capacità operativa) è di 4-5 m2. I prodotti che si adotteranno per validare le operazioni  di trasformazione saranno: pomodoro, peperone, mela, prugna, funghi champignon, tutti porzionati in piccoli pezzi.

A queste tre linee di ricerca si aggiunge un’ulteriore attività il cui finanziamento è stato reso possibile dalla rinincia di una delle Unità Operative inizialmente coinvolta nella progettazione di MIERI. Tale attività è di seguito presentata.

La nostra Unità Operativa ha proposto al gruppo di lavoro di ideare e realizzare un negozio mobile, allestito su un rimorchio stradale, costituito da un banco espositivo refrigerato e da altre periferiche di servizio. L’energia per il funzionamento del sistema è di tipo misto:

1) in azienda si provvede a caricare il circuito frigorifero, funzionante con piastre eutettiche ( cioè ad accumulo di freddo), di concezione innovativa, attingendo sia alla corrente di rete sia ad altre eventuali sorgenti rinnovabili, se presenti.

2 ) durante il viaggio verso le zone di mercato e vendita è previsto il funzionamento di un dispositivo che consente il recupero di energia, da destinare al circuito frigorifero, a seguito di frenata o decelerazione del mezzo trainante. Anche in questo caso il dispositivo è un’innovazione tecnologica.

3 ) nel corso della sosta in area di vendita (mercato, o manifestazione fieristica, ecc.) l’energia per il funzionamento del banco refrigerato viene dispensata in massima parte dalle piastre eutettiche che cedono gradualmente frigorie e parzialmente anche da un sistema fotovoltaico, che è parte integrante del rimorchio stradale. Le celle fotovoltaiche sono collocate sulle porte di apertura del negozio (ad ali). L’aspetto innovativo del sistema energetico da fonte rinnovabile, deriva dal fatto che esso è costituito da un coating fotovoltaico di recentissima realizzazione. Il vantaggio più evidente del film di rivestimento è costituito dalla leggerezza dello strato attivo,

Le fonti energetiche sono quindi complementari e lavorano in ausilio le une per le altre. Le periferiche di servizio che dovrebbero essere alimentate sono:

 

  • una bilancia
  • un registratore di cassa
  • un’affettatrice di modeste dimensioni
  • una macchina per ottenere confezioni sottovuoto

In caso di necessità ( a seguito di un gap energetico) si pensa di ottenere 400 watt dall’impiego di un sistema formato da una cyclette modificata, collegata ad un inverter, il quale, a sua volta alimenta un piccolo accumulatore elettrico di servizio/emergenza.

La realizzazione del progetto comporta un notevole sforzo di ricerca dedicato alla progettazione e realizzazione di prototipi di impianti e attrezzature, le cui competenze specifiche sono adeguatamente coperte dalle Unità Operative partecipanti.

L’effettuazione del progetto come è stato ideato e strutturato richiede finanziamenti di una certa rilevanza. Tuttavia le ricadute scientifiche, economiche e sociali attese potranno compensare ampiamente il finanziamento richiesto, soprattutto se si guarda alla possibilità di ottenere impianti e apparecchiature di piccole dimensioni a costi accessibili alle piccole e micro imprese agricole e agrituristiche.



 A cura di: Stellari Annamaria